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Investire in Cina
Marchi
Premessa: agire subito, localmente
È buona norma, prima di effettuare qualsiasi operazione commerciale in Cina (anche una semplice vendita di beni), provvedere alla registrazione del proprio marchio direttamente nella RPC.
Seppure notevolmente migliorata, la tutela della proprietà intellettuale in Cina risulta comunque maggiormente efficace se le relative registrazioni sono ottenute anche localmente.
Peraltro, la registrazione diretta in loco o l'estensione della registrazione internazionale costituiscono l'unico strumento di tutela nei confronti di eventuali frodi da parte di aziende locali intenzionate ad appropriarsi della "notorietà" che un determinato marchio ha acquisito in un particolare settore.
a) Tutela dei marchi oggetto di registrazione internazionale.
Il marchio potrebbe già essere stato oggetto di registrazione internazionale, ottenuta attraverso i sistemi previsti dal diritto internazionale pattizio per mezzo
dell'Organizzazione Mondiale per la Protezione dei diritti di Proprietà Intellettuale (OMPI) di Ginevra.
La registrazione internazionale garantisce, in linea di massima, una protezione equivalente a quella assicurata dalla registrazione effettuata direttamente tramite le autorità cinesi se detta registrazione è "estesa" anche alla RPC.
Tale estensione è accordata su richiesta dall'OMPI e recepita, dopo circa un anno, dall'Ufficio Marchi e Brevetti cinese.
Anche in questo caso, tuttavia, per far valere gli strumenti di tutela riconosciuti dalla registrazione è tuttavia necessario richiedere all'Ufficio marchi e brevetti cinese l'emissione di un apposito certificato, comprovante la validità della registrazione internazionale sul territorio della RPC.
Poiché il rilascio di questo certificato può richiedere diverso tempo, se si è in possesso di registrazione internazionale "estesa" alla RPC è bene attivarsi immediatamente per l'ottenimento del certificato comprovante l'estensione.
b) Registrazione dei marchi non ancora registrati
In assenza di registrazione internazionale, ai fini della protezione del marchio in Cina è indispensabile effettuarne la registrazione direttamente presso l'Ufficio marchi e brevetti della RPC.
Sono suscettibili di registrazione le seguenti tipologie di marchio:
- marchio in lettere latine;
- marchio in ideogrammi cinesi: consiste solitamente nella traslitterazione fonetica del marchio in lettere latine;
- logo/segno distintivo (a colori o meno): può consistere in un unico segno grafico così come essere composto da varie parti, quali il marchio in lettere latine, il marchio in ideogrammi cinesi ed una rappresentazione grafica distintiva.
Normalmente si procede alla registrazione contemporanea sia dei marchi a caratteri alfabetici sia di quello in ideogrammi.
Due sono le ragioni che consigliano l'adozione (e la registrazione) contemporanea dei marchi: da un lato si vuole impedire che la clientela cinese trovi da sola un "soprannome" al prodotto facendo magari riferimento a suoni, cioè caratteri, non consoni al prodotto (un esempio di efficace di trasposizione fonetica del marchio: il suono "Coca-Cola" in cinese è ottenuto con quattro caratteri che significano: bocca assetata - bocca felice). Da un altro punto di vista, l'utilizzo sulla confezione del prodotto di una scritta in caratteri alfabetici ispira nel consumatore cinese una certa dose di fiducia e aumenta l'interesse verso il prodotto.
Peraltro, l'Ufficio marchi e brevetti non verifica la corrispondenza fonetica di un marchio (ovvero tra il marchio stesso e la sua traslitterazione fonetica in caratteri).
Questo aspetto potrebbe essere sfruttato da imprese locali che possono utilizzare un marchio foneticamente simile a quello oggetto della registrazione. In certi casi, quindi, è consigliabile registrare più marchi, ovvero più traslitterazioni dello stesso marchio, salva la possibilità di esperire anche i rimedi (piuttosto limitati, però) concessi dalla legge relativamente alla concorrenza sleale.
La registrazione del marchio viene effettuata nelle medesime classi previste dalla classificazione internazionale secondo la seguente procedura.
a) deposito della domanda all'Ufficio Marchi e Brevetti per una verifica preliminare al fine di escludere l'esistenza di precedenti registrazioni di marchi simili.
b) pubblicazione sulla "Gazzetta dei Marchi" per permettere a terzi di presentare opposizioni alla registrazione: qualora non vengano presentate opposizioni entro un periodo di tre mesi dalla data di pubblicazione, l'Ufficio brevetti e marchi provvedere all'emissione del Certificato di Registrazione.
La procedura richiede da 12 a 16 mesi di tempo. Naturalmente, al momento del deposito della domanda viene tuttavia assegnata una priority date, a partire dalla quale nessuno potrà validamente registrare un marchio uguale o simile.
e) Illecita registrazione nella RPC di marchi già registrati all'estero
La registrazione del marchio in paesi esteri così come la registrazione internazionale (non ancora "estesa" in base a quanto sopra descritto), purtroppo non esclude la registrazione nella RPC del medesimo marchio da parte di società locali.
La disciplina cinese in materia prevede effettivamente alcune disposizioni volte a tutelare i marchi registrati all'estero, ma queste valgono esclusivamente per i ed. "marchi notori" (pochi, ai sensi della legislazione cinese).
Conseguentemente, le possibilità di opporsi alla registrazione del proprio marchio nella RPC da parte di società locali sono estremamente limitate.
Solo provvedendo ad una propria registrazione in Cina (ottenuta attraverso le autorità locali oppure attraverso l'estensione della registrazione internazionale) è possibile evitare questa spiacevole situazione.