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Contabilità

Sistema contabile cinese

Una “mappa” sintetica dell’attuale normativa contabile che tutte le imprese operanti in Cina devono rispettare.
Con la crescita dell’importanza del ruolo della Cina nell’arena economica internazionale, la contabilità cinese ha iniziato ad attrarre un’attenzione sempre maggiore da parte della comunità occidentale. Essa, infatti, ha capito quanto sia impensabile operare in Cina senza conoscerne il “linguaggio e la cultura imprenditoriali”, i mezzi di comunicazione con il mercato e il sistema di valutazione delle imprese. Intento, quindi, di questo articolo è fornire una “mappa” sintetica dell’attuale normativa contabile che tutte le imprese operanti in Cina devono rispettare, anche tramite una sintetica panoramica (box 1) delle differenze con i principi contabili internazionali.

Principali leggi e regolamenti

Il framework normativo della reportistica contabile e finanziaria in Cina consta di numerose leggi e regolamenti. La Accounting Law emessa nel 1985 e revisionata l’ultima volta nel 1999 rappresenta la “costituzione” del sistema contabile cui tutte le altre regolamentazioni devono conformarsi. Essa stabilisce i principi fondamentali che disciplinano la normativa e la pratica contabile, specifica la natura e il ruolo della contabilità, chiarifica il ruolo e le responsabilità dello Stato, dei dirigenti e del personale amministrativo riguardo alle procedure e alle informazioni contabili, e introduce una serie di sanzioni per i comportamenti illeciti.

L’altra importante legge è la Financial Accounting and Reporting Rules for Enterprises.Emessa nel 2000 dal Consiglio di Stato, questa legge si focalizza su problemi di contabilità e reportistica finanziaria quali la tenuta dei libri contabili, la preparazione del bilancio d’esercizio e le pratiche contabili. Si applica a tutte le imprese eccetto le molto piccole che non si finanziano esternamente.
La vera “spina dorsale” della contabilità cinese, nonché principale output del processo di riforma intrapreso a seguito delle riforme economiche, è però rappresentata dallo Accounting System for Business Enterprises (il Sistema) e dai Chinese Accounting Standards (CASs).(1)

Emesso nel 2001, l’Accounting System for Business Enterprises si applica a tutte le società operanti in Cina indipendentemente se siano straniere o domestiche, quotate o non quotate, private o statali, a eccezione delle imprese di piccole dimensioni, delle istituzioni finanziarie, delle cooperative locali e delle entità senza scopo di lucro per le quali sono stati emessi appositi Accounting Systems.
I CASs, invece, rappresentano l’equivalente cinese degli IFRSs e trattano la contabilizzazione di eventi, transazioni o elementi contabili di particolare importanza.
Ad oggi sono stati emessi sedici principi contabili, ma non tutti hanno lo stesso “raggio di azione”, per così dire. Infatti, di questi principi, sette sono applicabili a tutte le imprese, tre alle imprese che adottano il Sistema, quattro alle società quotate e due alle società per azioni. Sebbene, però, l’ambito di applicazione dei singoli CASs sia differente, gli stessi problemi sono praticamente trattati anche nel Sistema che si applica a tutte le società. Il Sistema è coerente con questi standard, benché essi forniscano maggiori dettagli e spiegazioni.
L’ultimo CASs è stato emesso nel 2001 e da allora il Ministero non ne ha emessi altri.(2)

Allo scopo di risolvere alcuni urgenti problemi di applicazione dei principi contenuti nelle varie leggi e dei regolamenti, il Ministero emette anche, di tanto in tanto, altri pronunciamenti, come le Guide Contabili3 per specifici settori, regolamenti ad hoc, conosciuti come Caikuai, e le Questions & Answers, in cui vengono fornite spiegazioni, sotto forma di domande e risposte, in merito a trattamenti contabili particolarmente problematici.
Alle leggi e regolamenti sopra esposti bisogna poi aggiungere gli Assets Valuation Standards, cioè una serie di principi per la valutazione delle attività che devono essere seguiti quando tali valutazioni sono riflesse nei prospetti finanziari, e gli Standards on Internal Control che stabiliscono i principi, le procedure e i metodi fondamentali che devono essere seguiti dall’impresa nel creare e gestire il proprio sistema di controllo interno.
Accanto ai pronunciamenti del Ministero delle Finanze vi sono poi i bollettini tecnici dell’associazione dei professionisti contabili, il Chinese Institute for Certified Public Accountant (CICPA) e le direttive dell’organo di controllo della borsa, la Chinese Securities Regulatory Commission (CSRC)

Gli obblighi contabili previsti dalla legge

Per quanto riguarda la tenuta giornaliera della contabilità, non esistono grosse differenze con le pratiche occidentali, essendo previsti tre principali libri contabili – general ledger, detail ledger e daily book, più altri libri contabili ausiliari – su cui le registrazioni devono essere effettuate in partita doppia secondo il sistema del debito e del credito.
La contabilità deve essere tenuta in lingua cinese e utilizzando lo Yuan come valuta di conto, ma le società e le organizzazioni straniere possono utilizzare contemporaneamente anche la propria madrelingua o un’altra lingua straniera.
Inoltre, se le transazioni sono prevalentemente denominate in una valuta estera, essa può essere utilizzata quale valuta di conto, ferma restando la traduzione dei libri contabili nella moneta cinese al momento della preparazione del bilancio.
Tutte le società costituite all’interno della Repubblica Popolare sono inoltre obbligate a redigere il bilancio d’esercizio, che è inteso come l’insieme unitario di una serie di documenti così identificati:
(1). stato patrimoniale; (2). conto economico;
(3). rendiconto finanziario; (4). prospetto della distribuzione del profitto; (5). prospetto degli accantonamenti per perdite durevoli di valore delle attività; Prospetto delle variazioni del patrimonio netto; Prospetto delle informazioni settoriali; Note esplicative, e qualsiasi altro prospetto rilevante.
Il bilancio deve essere corredato, inoltre, dalla Relazione degli amministratori, preparata lungo le linee della Management Discussion & Analysis americana e della Operating and Financial Review inglese;
dalla Relazione dell’organo di controllo interno della società, ove costituito;
e, se il caso, dalla Relazione della società di revisione.
La revisione del bilancio, obbligatoria per società straniere, società per azioni quotate, società statali a responsabilità limitata e società cinesi operanti al di fuori della Cina, deve essere condotta da società di revisione regolarmente registrate nella Repubblica Popolare, e solo dopo tale revisione e dopo aver pagato le imposte sul reddito le società straniere possono eventualmente rimpatriare i propri utili.
La pubblicazione del bilancio deve avvenire in tempi differenti in base al periodo contabile cui si riferisce, cioè sei, quindici, sessanta giorni o quattro mesi dalla fine del periodo rispettivamente per i bilanci mensili, trimestrali, semestrali e annuali.
Si tenga in considerazione che l’esercizio deve obbligatoriamente iniziare il 1° gennaio e terminare il 31 dicembre indipendentemente dalle pratiche della casa madre.

La finalità del bilancio e i principi generali di redazione

Verità, chiarezza e concisione sono i principi che guidano la redazione del bilancio d’esercizio e che possono essere ricondotti al più generale concetto d’intelligibilità che ne rappresenta il vero fine ultimo: verità nella rappresentazione della posizione patrimoniale, del risultato operativo e dei cash flow dell’impresa, chiarezza e concisione nella preparazione del bilancio d’esercizio, così che sia prontamente capito e utilizzato dai suoi lettori.
Come nel mondo occidentale, al fine di soddisfare tali obiettivi, la costruzione del bilancio e la tenuta della contabilità devono avvenire nel rispetto di una serie di principi generali che sono stati definiti su modello di quelli adottati internazionalmente, e cioè: (1). principio della continuità aziendale; (2). principio della prevalenza della sostanza sulla forma; (3).
principio della continuità d’applicazione dei trattamenti contabili; (4). principio della comparabilità delle informazioni contabili; (5). principio della tempestività; Principio della competenza economica;
Principio della correlazione tra ricavi e costi d’esercizio; Principio del costo storico; Principio della prudenza; e principio della significatività (o rilevanza) delle informazioni fornite.

I principali criteri di valutazione

Innanzitutto occorre sottolineare come la Cina abbia esplicitamente adottato il principio del costo storico quale criterio di riferimento, e abbia rifiutato (tranne due casi) (4) la valutazione al valore equo che, invece, è il criterio di riferimento in ambito internazionale. Ciò è dovuto non tanto a problemi di contrasto ideologico, quanto a problemi di tipo pratico. Infatti, essendo l’economia cinese ancora in fase di transizione e non essendo, quindi, pienamente sviluppato un orientamento al mercato, è alquanto difficile determinare il fair value delle attività non monetarie.

Attività correnti: investimenti a breve termine, rimanenze e crediti

Per gli investimenti correnti è previsto che siano inizialmente registrati al costo storico d’acquisto (incrementato delle spese accessorie e ridotto degli eventuali dividendi/ interessi già dichiarati ma non ancora versati) per poi essere valutati, alla data di bilancio, al “minore tra il costo e il valore di mercato”.
Anche per le rimanenze vige il principio della valutazione al “minore tra il costo e il valore netto di realizzo”. I metodi applicabili per la determinazione del relativo flusso ipotetico dei costi sono la specifica identificazione, il FIFO, il LIFO, il costo medio ponderato e la media mobile, cui vanno aggiunti il metodo del costo standard e il metodo del prezzo di vendita.
Infine, coerentemente con quanto accade nel mondo occidentale, i crediti devono essere iscritti in bilancio al valore effettivo eventualmente incrementato degli interessi maturati alla fine dell’esercizio, e rettificato per tenere conto di perdite presunte correlate al rischio d’inesigibilità.

 Attività correnti: investimenti a breve termine, rimanenze e crediti

Riguardo agli investimenti finanziari a lungo termine bisogna distinguere quelli in partecipazioni e quelli in titoli di debito.
I primi possono essere valutati applicando il metodo del patrimonio netto o il metodo del costo a seconda che la società investitrice detenga o meno il controllo, controllo congiunto o influenza notevole nell’impresa partecipata. La differenza tra il costo dell’investimento e il valore contabile della quota d’attivo netto acquistata, ovvero l’avviamento, se positiva, deve essere iscritta tra le immobilizzazioni immateriali e ammortata uniformemente lungo il periodo di investimento indicato nel contratto, altrimenti in non più di dieci anni. Se negativa, tale differenza deve essere registrata in patrimonio netto tra le riserve di capitale.
Gli investimenti in obbligazioni, invece, devono essere valutati al costo d’acquisto e l’eventuale aggio o disaggio deve essere ammortato, a quote costanti o con il metodo dell’interesse effettivo, per tutta la durata dell’investimento in corrispondenza delle date di maturazione degli interessi.
Come conseguenza della non adozione del fair value, la valutazione delle attività materiali, strumentali e non, deve avvenire esclusivamente al costo di acquisizione rettificato dalle quote di ammortamento e contabidalle eventuali svalutazioni. A tale costo si devono obbligatoriamente aggiungere gli oneri finanziari relativi a eventuali finanziamenti accesi per l’acquisto o la fabbricazione dell’immobilizzazione tecnica in questione.5 Infine, le uniche rivalutazioni ammesse sono quelle dirette a recuperare svalutazioni precedenti che non hanno più motivo di sussistere.
Anche le immobilizzazioni immateriali, in caso d’acquisto a titolo oneroso, devono essere valorizzate al costo aumentato degli eventuali oneri accessori. Al contrario, per i beni intangibili generati internamente, la legislazione cinese vieta la capitalizzazione dei costi relativi alle fasi di ricerca e sviluppo. Le sole spese che possono essere capitalizzate, quindi ammortate, sono l’imposta di registrazione e i costi legali sostenuti per ottenere il diritto legale sull’attività. Anche tutti i costi sostenuti nel periodo preoperativo – i cosiddetti costi d’impianto – non sono riconosciuti come immobilizzazioni, ma devono essere differiti fino a quando l’impresa non inizia a operare per poi essere spesati in conto economico all’inizio dell’attività.

Passività correnti e a lungo termine

Passando alla parte destra dello stato patrimoniale, le passività a breve e a lungo termine devono essere presentate in bilancio all’effettivo valore, non scontato, che dovrà essere sborsato alla scadenza.
L’eventuale aggio o disaggio d’emissione di prestiti obbligazionari deve essere ammortato a quote costanti o con il metodo dell’interesse effettivo. Una particolarità riguarda la registrazione delle obbligazioni convertibili. La legge cinese non prevede una separata contabilizzazione per la parte passiva e la parte di patrimonio netto come avviene in Occidente: il prestito obbligazionario è, infatti, contabilizzato come ordinario. Solo nel momento in cui i detentori dei titoli esercitano il loro diritto di conversione il valore contabile del prestito e le quote non ancora ammortate d’aggio o disaggio saranno accreditate al capitale azionario (per il valore nominale) e alle riserve di capitale (l’eccesso).

Patrimonio netto

Quattro sono gli elementi componenti il patrimonio netto: capitale versato/ azionario, riserve di capitale, riserve di surplus e utili trattenuti. Le riserve di surplus, in particolare, comprendono le riserve obbligatorie, cioè la riserva legale, la riserva per il benessere dei dipendenti e, solo per le società con investimenti esteri, la riserva per lo sviluppo dell’impresa. La legislazione cinese prevede, infatti, che l’impresa destini il 10% del profitto alla riserva legale, e dal 5 al 10% alla riserva per il benessere dei dipendenti.
L’accantonamento a riserva legale può terminare solo quando il valore totale delle due riserve raggiunge il 50% del capitale dell’impresa. Le riserve di surplus possono essere utilizzate per coprire perdite, espandere la produzione e le operazioni dell’impresa o incrementare il capitale. In questo ultimo caso, però, il valore rimanente della riserva legale non deve scendere sotto il 25% del capitale.

I ricavi d’esercizio

Spostando l’attenzione sui componenti positivi di reddito, il loro trattamento non si discosta molto dalle pratiche occidentali.
Infatti, i ricavi derivanti dalla vendita di beni devono essere valutati al valore stipulato nel contratto o a quello accordato tra l’impresa e l’acquirente, mentre per quanto concerne la prestazione di servizi, i ricavi devono essere rilevati in base allo stadio di avanzamento alla data di bilancio. Eventuali riduzioni del prezzo di vendita per difetti dei beni venduti, come bassa qualità, o eventuali resi devono essere portati a diminuzione dei ricavi nel periodo in cui vengono effettivamente effettuati, mentre gli eventuali sconti cassa, cioè riduzioni del credito per incoraggiare l’acquirente a pagare a pronti o entro un termine prestabilito, devono essere rilevati tra i costi nel momento in cui vengono praticati.
Infine, i ricavi da interessi devono essere determinati in base al periodo di tempo in cui le attività dell’impresa sono utilizzate da terzi e al tasso d’interesse applicabile;
allo steso modo i ricavi da royalties devono essere misurati in base alle condizioni stabilite nel relativo contratto o accordo.

Transazioni in valuta estera

Per concludere, sembra utile soffermare l’attenzione sul trattamento delle transazioni denominate in una valuta estera.
Tali transazioni devono essere contabidalle lizzate convertendo in Yuan l’ammontare in moneta estera utilizzando o il tasso di cambio tra lo Yuan e la valuta estera alla data dell’operazione oppure il tasso di cambio in vigore all’inizio del mese in cui l’operazione è avvenuta. Se l’impresa non è in grado di applicare uno dei tre tassi di cambio di base decisi dalla Banca Centrale (RMB vs USD, HKD o Yen), il tasso di cambio deve essere calcolato come cross-rate passando per il cambio del dollaro americano verso la valuta desiderata.
Per quanto riguarda, invece, l’eventuale valuta estera detenuta sotto forma di liquidità, il relativo saldo deve essere tradotto in Yuan usando il tasso di cambio vigente alla fine dell’esercizio. Le eventuali differenze di cambio devono essere iscritte in conto economico a meno che tali differenze sorgano durante la costituzione dell’impresa (incluse tra i costi d’impianto) o si riferiscano a prestiti ottenuti per l’acquisizione di un bene materiale (capitalizzate come parte del costo d’acquisizione).

I bilanci cinesi sono affidabili?

Nonostante i buoni propositi e gli sforzi del governo di Pechino, a causa delle differenze che ancora esistono tra CASs e IFRSs (box 1) e della scarsa diffusione della revisione del bilancio, i prospetti contabili e finanziari cinesi (a eccezione delle aziende quotate in e/o fuori dalla Cina) non sempre rappresentano accuratamente l’effettiva posizione patrimoniale, finanziaria e i risultati operativi dell’impresa.
Nonostante vi siano specifici obblighi di legge in merito, in Cina esistono solo pochissimi casi di bilanci certificati e redatti anche secondo gli IFRSs, due prassi limitate, oltre che naturalmente alle società straniere, ai grandi gruppi statali e a poche aziende private, principalmente quelle quotate sulle borse di Shenzhen, Shanghai e/o sulle borse estere, soprattutto quella di New York. Una chiara valutazione di una società cinese non è dunque tutto sommato un processo semplice (anche per la scarsa collaborazione del management locale) e l’investitore straniero è obbligato a effettuare una due diligence più profonda, estensiva e dispendiosa in termini di tempo di quella che effettuerebbe su imprese occidentali o su società cinesi quotate. Ad ogni modo, dall’avvio delle riforme economiche e contabili negli anni settanta, la fiducia internazionale nei bilanci cinesi è enormemente cresciuta e sta continuando ad aumentare. Se le autorità cinesi, come loro intenzione, riusciranno a riformare il sistema fiscale unificando la tassazione per società nazionali e straniere, e ridurranno le differenze tra i principi cinesi e gli IFRSs, si può affermare con certezza che la trasparenza e l’attendibilità dei bilanci cinesi continuerà ad aumentare nel prossimo futuro guadagnando sempre più la fiducia degli investitori occidentali che potranno così determinare il valore dei propri investimenti attuali o potenziali in modo più efficiente.

Armonizzazione internazionale della contabilità nazionale cinese

La Cina supporta fortemente l’armonizzazione internazionale delle contabilità nazionali e sta lavorando per raggiungere la piena convergenza tra i propri principi e gli IFRSs. Essa, infatti, oltre a fare riferimento ai principi dello IASB nel redigere i propri, fa parte di vari organi mondiali e regionali che hanno come scopo l’armonizzazione della contabilità. Tra i principali vi è lo IASB stesso, l’International Federation of Accountants (IFAC) e la Confederation of Asian and Pacific Accountants (CAPA).
Talvolta, però, il Ministero delle Finanze è costretto ad apportare modifiche ai criteri adottati dai principi internazionali a causa delle leggi in vigore e dei problemi pratici associati alla loro effettiva implementazione da parte delle imprese cinesi. Il Ministero, infatti, deve necessariamente assicurarsi che i principi contabili siano coerenti con una situazione nazionale caratterizzata da:

  • dominanza delle imprese statali ancora soggette all’influenza dei governi locali;
  • un libero mercato non ancora sufficientemente sviluppato in molte aree del paese;
  • bilanci d’esercizio multifunzione, poiché diretti a soddisfare contemporaneamente le necessità degli investitori, delle altri parti interessate e dello Stato;
  • una professione contabile e un sistema imprenditoriale ancora in fase di sviluppo, per cui i principi contabili devono poter essere realisticamente implementati dai preparatori e dai revisori dei bilanci d’esercizio.

A causa di tali specifiche caratteristiche del paese, differenze tra i CASs e gli IFRSs esistono ed esisteranno sempre. In particolare, possiamo individuare tre gruppi di differenze.
Gruppo delle similarità: il concetto chiave è lo stesso, sebbene alcune pratiche possano essere differenti. Pensiamo, per esempio, alla valutazione delle rimanenze.
Il principio di base, la valutazione al minore tra il costo e il valore netto di realizzo, è lo stesso, ma mentre i CASs permettono di utilizzare anche il LIFO per determinare il flusso dei costi, gli IFRSs lo vietano.

Gruppo delle differenze:
I contenuti chiave sono differenti. È il caso, per esempio, della non adozione del fair value, oppure della possibilità di ammortare l’avviamento, oppure la non possibilità di contabilizzare separatamente l’elemento di patrimonio netto da quello di passività contenuti in uno strumento finanziario misto, oppure ancora l’adozione di un approccio basato sul conto economico per la determinazione delle imposte differite e così via.

Gruppo della mancanza di indicazioni:
Argomenti riguardo ai quali non esiste, da parte cinese, alcun principio contabile specifico. Per esempio, non esistono CASs che trattino gli utili per azione, le attività destinate a cessare, gli share-based payments, l’iperinflazione, i benefici ai dipendenti o le business combinations.
Tale divario, però, sembra avere vita breve data l’esistenza di progetti di principi contabili attualmente all’analisi del Ministero delle Finanze, di progetti che attendono l’emissione di Exposure Drafts finali o di ED che aspettano solo la trasformazione in CAS da parte del Ministero.
Ad ogni modo, non è da escludersi l’esistenza di una certa disciplina da parte dell’organo di controllo della borsa, per le società quotate, o dell’associazione dei professionisti contabili.

Legenda:

  1. I testi in inglese dell’Accounting Law, dell’Accounting System for Business Enterprises e dei singoli Chinese Accounting Standards.
  2. Recentemente, però, il Ministero ha espresso l’obiettivo di emettere fino a quaranta nuovi CASs entro i prossimi due anni.
  3. Finora sono state emesse undici Guide Contabili allo scopo di fornire un migliore orientamento alle imprese che adottano il Sistema in base alle specifiche caratteristiche di ogni settore. Per l’elenco completo cfr sito indicato nella nota 1.
  4. I casi sono: Transazioni non monetarie con parziale pagamento in denaro; Derivati e strumenti finanziari.
  5.  Tutti gli oneri relativi ad altri finanziamenti, compresi quelli accesi per l’acquisizione di immobilizzazioni non materiali o rimanenze, devono essere obbligatoriamente spesati in conto economico.
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